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	<title>DanieMoore.com/it &#187; colesterolo</title>
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		<title>Ginseng: La Chiave per il Benessere?</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 10:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sara’ il ginseng l’erba miracolosa, per il benessere complessivo, di cui tanto si parla? Si merita veramente di essere cosi’ altamente apprezzata? I Cinesi ne fanno uso da centinaia d’anni per incrementare i livelli d’energia, ma oggigiorno e’ soprattutto conosciuta per le sue qualita’ anti-stress, facilita la chirezza mentale e la concentrazione, riducendo la stanchezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sara’ il ginseng l’erba miracolosa, per il benessere complessivo, di cui tanto si parla? Si merita veramente di essere cosi’ altamente apprezzata? I Cinesi ne fanno uso da centinaia d’anni per incrementare i livelli d’energia, ma oggigiorno e’ soprattutto conosciuta per le sue qualita’ anti-stress, facilita la chirezza mentale e la concentrazione, riducendo la stanchezza ed aiutando ad aumentare le difese del sistema immunitario, eccellente nel combattere infezioni e raffredori. Di che si tratta esattamente e come funziona?</p>
<p>La pianta che chiamiamo ginseng e’ di fatto un composto d’elementi combinati insieme. I due tipi di piante piu’ comuni sono il ginseng Asiatico e quello Americano. Tuttavia esiste una pianta simile in Siberia con ingredienti attivi simili, ma non ha dato risultati d’efficacia nel curare la vasta gamma di malattie come il ginseng. Il Ginseng agisce sulle <a class="external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Surrene">ghiandole surrenali</a> le quali rilasciano ormoni che hanno come compito di combattere lo stress sia fisico che emotivo.</p>
<p>Oltre a combattere lo stress e ad aumentare l’energia, il ginseng e’ anche conosciuto per la sua azione benefica su persone malate di cuore, o d’alta pressione sanguinea o d’intolleranza al glucosio, e perfino aiuta nella cura della sindrome della fatica (fibromialgia).</p>
<p>Essendo una radice che apporta il sollievo a cosi’ tante malattie e’ chiaro, come mai esistano dosi diverse e varie forme di ginseng disponibili. Per esempio, il ginseng per abbassare i livelli del colesterolo si usa: in capsule o sotto forma di te’. Si prende una volta ogni due giorni. Il te’ di Ginseng e’ facile da farsi: basta versare dell’acqua bollente su 3 &#8211; 5 fette di ginseng, lasciandola riposare per alcuni minuti, proprio come si fa’ con le tisane. Il te’ di Ginseng puo’ essere fatto anche dall’estratto di ginseng. Mischiate una tazza d’estratto, con una tazza d’acqua bollente. E’ opportuno consigliarsi con il proprio medico prima di cominciare ad usare un rimedio alle erbe, soprattutto nel caso del ginseng, le cui proprieta’ interagiscono con alcuni tipi di farmaci. Il vostro medico potrebbe raccomandarvi d’usare il ginseng insieme ad un farmaco anti-colesterolo come Zocor o Lipitor.</p>
<p>Rilassatevi con del buon te’ di Ginseng … e fatemi sapere come e’ andata!</p>
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		<title>Triphala: il Tonico Ayurvedico Quotidiano</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 09:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Triphala è una delle miscele erboristiche più comunemente utilizzate nella medicina Ayurvedica e io personalmente la adoro perché è semplicemente una cura per moltissimi alimenti. I tre frutti contenuti nel Triphala, Haritaki, Amalaki and Bibhitaki,  corrispondono a ciascuno dei tre umori o doshas della medicina Ayurvedica indiana.
Secondo la teria Ayurvedica, il corpo è composto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Triphala è una delle miscele erboristiche più comunemente utilizzate nella medicina Ayurvedica e io personalmente la adoro perché è semplicemente una cura per moltissimi alimenti. I tre frutti contenuti nel Triphala, Haritaki, Amalaki and Bibhitaki,  corrispondono a ciascuno dei tre umori o doshas della medicina Ayurvedica indiana.</p>
<p>Secondo la teria Ayurvedica, il corpo è composto da tre doshas che comprendono il Vata o “vento”, che corrisponde alla mente e al sistema nervoso, pitta o “fuoco”, responsabile delle trasformazioni metaboliche comprese la digestione e l’assimilazione del cibo, e il Kapha o “acqua” o “muco” è l’umore responsabile delle funzioni anaboliche o di costruzione come lo sviluppo dei tessuti muscolari e ossei.</p>
<p>Ognuno dei tre frutti nella miscela Triphala promuove una purificazione interna e rimuove le tossine e insieme agiscono come un tonico per tutto il corpo per la digestione e l’assimilazione. Triphala riduce il colesterolo, migliora la circolazione, abbassa la pressione alta, migliora le funzioni epatiche ed è un antinfiammatorio e un antivirale. Triphala ha inoltre dei compostio detti antrochinoni che aiutano a stimolare il flusso della bile e la peristalsi del sistema gastrointestinale.</p>
<p>In  aggiunta, Triphala possiede un elevato contenuto di <a class="external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vitamine">vitamina C</a>, contiene omega 6 e altri importanti principi nutritivi che lo rendono il tonico perfetto. Triphala è generalmente assunto come polvere mescolandone 2 o 3 grammi in acqua calda e bevendolo tutte le sere o dividendolo in 3 dosi nell’arco della giornata.</p>
<p>Per coloro che non amano il sapore, lo possono provare in capsule o compresse. A me piace un bicchiere d’acqua con miele e Triphala ogni mattina a stomaco vuoto e non faccio passare un giorno senza berlo. So che Triphala mi mantiene in salute nel tempo e lo raccomando a tutti voi!</p>
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		<title>I Benefici dell’Olio di Cocco</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 10:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’olio di cocco sta ritornando nell’industria della salute in vari modi. Nonostante abbia subito un duro colpo a causa di uno studio che ha scoperto che la sua forma idrogenata è dannosa per la salute, in termini di malattie cardiache e colesterolo, ora sappiamo che la colpa è dell’idrogenazione non del cocco stesso.
In l’olio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’olio di cocco sta ritornando nell’industria della salute in vari modi. Nonostante abbia subito un duro colpo a causa di uno studio che ha scoperto che la sua forma idrogenata è dannosa per la salute, in termini di <a class="external" href="http://www.labtestsonline.it/condition/Condition_HeartDisease.html">malattie cardiache</a> e colesterolo, ora sappiamo che la colpa è dell’idrogenazione non del cocco stesso.</p>
<p>In l’olio di cocco puro è un grasso saturo altamente digeribile che contiene acidi grassi sia a catena corta che media (MCFAs), gli acidi grassi che sono più facilmente digeriti dal corpo rispetto agli acidi grassi a catena lunga. Quest’olio è spesso preferito dagli atleti e da chi fa body building e da coloro che seguono una dieta. La ragione va ricercata nel fatto che l’olio di cocco contiene meno calorie rispetto agli altri olii, il suo contenuto grasso è facilmente convertibile in energia e non porta all’accumulo di grasso nel cuore e nelle arterie.</p>
<p>E ci sono anche benefici per la salute: l’olio di cocco può anche aiutare ad abbassare il colesterolo, a mantenere i livelli di zuccheri nel sangue e per ripristinare le funzioni della tiroide. Quando consumate l’olio di cocco, il corpo converte l’acido laurico in monolaurina di cui è stata dichiarata la capacità di aiutare a curare i virus e i batteri che causano malattie come l’<a class="external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herpes">herpes</a>, l’influenza, il citomegalo virus e perfino l’HIV. Aiuta a combattere batteri dannosi come il listeria monocytogenes e l’ heliobacter pylori, e protozoi dannosi come la  giardia lamblia. Come risultato di questi diversi benefici per la salute dell’olio di cocco, nonostante il suo esatto meccanismo d’azione fosse sconosciuto, è stato ampiamente utilizzato nella medicina Ayurvedica, il sistema di medicina tradizionale indiana.</p>
<p>L’olio di cocco è inoltre grandioso anche per la vostra pelle, e questo diventa ancora più interessante. Le ghiandoloe sebacee della pelle umana producono gli acidi grassi MCFA come quelli contenuti nell’olio di cocco, che distruggono alcuni batteri, funghi e virus.  Mentre i saponi di solito lavano via questi olii sebacei, l’olio di cocco può agire per ripristinare e non solo per proteggere la pelle, ma allo stesso tempo idratandola prevenendo cicatrici e smagliature.</p>
<p>L’elevato livello di MCFA dell’olio di cocco lo rende l’olio più stabile ma nonostante la sua lunga durata prima della scadenza rispetto agli altri olii, va conservato lontano dalla luce e da fonti di calore.</p>
<p>Dato che gli altri olii in genere diventano rancidi più facilmente, possono avere degli effetti negativi sul tessuto connettivo della pelle. Provate ad utilizzare l’olio di cocco per idratare la pelle per avere dei risultati migliori sui tessuti connettivi</p>
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		<title>Cure con i mirtilli</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 09:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi è sempre piaciuto il gusto dolce-aspro del succo di mirtili e lo preferisco di gran lunga a quello di mela o uva. Per me è sempre stata una delle bevande più rinfrescanti, quindi mandarne giù litri quando dovevo curare un’infezione urinaria non mi ha mai infastidito alla fine. Ora è stata presentata una nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è sempre piaciuto il gusto dolce-aspro del succo di mirtili e lo preferisco di gran lunga a quello di mela o uva. Per me è sempre stata una delle bevande più rinfrescanti, quindi mandarne giù litri quando dovevo curare un’<a class="external" href="http://www.my-personaltrainer.it/salute/infezioni-urinarie.html">infezione urinaria</a> non mi ha mai infastidito alla fine. Ora è stata presentata una nuova ricerca attraverso la quale si spiega cosa è esattamente contenuto in queste piccole bacche aspre che fanno delle meraviglie per le infezioni urinarie (è veramente incredibile quanto funzionano bene). È stato scoperto che (secondo il Giornale di cibi medicinali) che in oltre al D- Mannosio (uno zucchero) contenuto nei mirtilli, che fa parte di una glicoproteina chiave, esistono altre sostanze chimiche che prevengono le infezioni e che impediscono ai batteri di attaccare le cellule che ricoprono il tratto urinario, e non è quindi dovuto all’acidità del succo di mirtilli, e queste sostanze sono dette proantocianidine (PAC) . Le proantocianidine apparentemente impediscono che E. coli, il batterio responsabile dell’85% delle infezioni urinarie e del 90% dei casi di pielonefrite, si attacchi alle cellule della superficie della vescica colpendo le proprietà di superficie del batterio.</p>
<p>I ricercatori hanno esposto il batterio E. coli sia ad un succo leggero di mirtilli sia alle proantocianidine e ne hanno misurato la forza di adesione tra il batterio e una superficie di silicone; hanno scoperto che più a lungo il batterio restava esposto ad entrambi, maggiore era la diminuzione di adesione del batterio stesso. I mirtilli che fanno parte di una delle tre specie di frutti originarie dell’America del Nord, hanno una lunga  storia come cibo terapeutico  tra i nativi americani che utilizzavano il frutto per curare la vescica e malanni renali. Studi recenti hanno scoperto ancora maggiori benefici: i mirtilli possono ridurre il rischio di <a class="external" href="http://www.labtestsonline.it/condition/Condition_HeartDisease.html">malattie cardiache</a> riducendo l’ossidazione del colesterolo nel sangue che si ostruisce le arterie.</p>
<p>I mirtilli sono inoltre stati testati per una serie di altre condizioni come il la cura delle ulcere allo stomaco, cistiti e alcuni tipi di tumore grazie alle sue proantocianidine di tipo A, contenute solo in questo tipo di frutto.Altri studi hanno provato che queste sostanze chimiche inibiscono la crescita delle cellule cancerogene del tumore ai polmoni, al colon e della leucemia, tutti comprendenti diversi tipo di cellule cancerogene.</p>
<p>Cose incredibili!</p>
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